L' île du jazz

   ...nella mia isola, la vita improvvisa...
...dove la musica diventa magia...

 

em@il

oggi
luglio 2008
novembre 2007
luglio 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
settembre 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003


ultime note

viento 'e terra
Pino Daniele


ultime immagini

i miei fiori


ultime parole

La grammatica di Dio
Stefano Benni


sempre con me

Roberto Kunstler
Pino Daniele
Alessandro Baricco
Enrico Rava
Tom Jobim
Stefano Benni
Vinicio Capossela
Stefano Franco
Rita Marcotulli
Pablo Neruda
Diana Krall
Paolo di Sabatino
Vinicius de Moraes
Richard Bona
Omara Portuondo
Trio Cardoso
Stephane Grappelli
Ivano Fossati
Keith Jarrett
Stan Getz
Sarah Vaughan
Billie Holiday

la mia barriera corallina...

Anyanka
Bad
Brodo Primordiale
Colorato di Jazz
Contact. Il blog di Ellie
Damned Thoughts
Herzog
Il Binario Morto
Il naufragio
Il Non-Blog
Jakarta Cafè
Jazzlet
Just Annie
Mics
MoJoStation
Monnezza
Night Passage
Pecora Nera
Plasson
RisospintiSenzaPosa
Scale di fuoco
Steve Salmaso
Suonando jazz
Zitti al cinema


navigando...

Il faro di Han
Crazy Goddess
Trappola.net
Blues World
Jazzreview.com
Radio Città Aperta
All about jazz Italia
Blues Links
Le voci del mare
The Red Hot Jazz Archive
Autumn Leaves
The Jo Book
Jass.com
Glubibulgà
Jazz Escursion Radio



sono approdate qui
*loading* anime

my pet!
my pet!
Creative Commons License

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Feed XML offerto da BlogItalia.it


mercoledì, 02 luglio 2008
 

Reiteratamente naufraga

Mi specchio nel chiarore del tuo mare.

Guizzano scomposti, i ricordi del passato.
Della tempesta che fui
e dello scompiglio che amavo portare,
nei pensieri e tra i capelli. Della gente,
sorda, ai richiami dell'arpia.

Ci guardo dentro
e a fatica scorgo quel bel viso,
le certezze e l'ottimismo di ragazza,
la fede e le ingenui speranze.

Provo ad afferrarle ma scivolano via,
negli abissi di un mare torbido e ostile...

Non posso che osservare il flusso delle onde,
e aspettare.

Che qualcosa, qualcuno, rompa questa grande biglia,
e mi tragga in salvo dalla deriva.

Che più credo di averla conquistata,
e più mi ritrovo schiava e sola in questa isola.

の嵐 (orage des) 11:53 | commenti


sabato, 10 novembre 2007
 


Prima o poi l'acqua arriva...

Ti scrivo ed è come chiedere acqua. acqua in un deserto infinito di pensieri ripensati. ho bisogno di acqua e non so a chi, come e cosa chiedere, su questa terra di uomini.

che ognuno cerca qualcosa e ognuno parla la sua lingua.

vorrei capire ed essere capita. non biasimata, non edulcorata e non assecondata.
solo essere capita.
( mi chiedo se esiste una solaaltrapersona al mondo capace di sentirne un'altra; capace di condividerne emozioni e dispiaceri... )

sono stanca di aspettare come una bambina seduta sull'uscio di casa, di aspettare quel padre, ...che non tornerà più..
stanca di aspettare e sperare. pregare e aspettare.

che accada la magia.

avrei preferito nascere, vivere e morire da strega. su un alto e fumante rogo.
sentirmi chiamare megera e puttana.
ma morire bellissima orgogliosa e muta.

e invece.

imploro di ascoltarmi a chi non ne ha voglia, e allo sfinimento cerco il miraggio della felicità.
continuo a parlare di magia a chi non ha gli occhi per vederla. e guardo insistentemente all'orizzonte.

prima o poi l'acqua arriva.
の嵐 (orage des) 19:53 | commenti (1)


lunedì, 10 luglio 2006
 

Mi piace questa cosa che ad ogni concerto dei miei preferiti viene ricordato Luigi Tenco con una sua canzone..
Venerdì 7 è stata la volta di Ivano Fossati a Pistoia.
Quasi alla fine della serata Ivano siede più vicino al pubblico come a voler rendere più intimo quel momento.
A volte anche solo spostare una sedia può scaldare il cuore..
 
 
Ragazzo mio, un giorno ti diranno che tuo padre
aveva per la testa grandi idee, ma in fondo, poi....
non ha concluso niente
non devi credere, no, vogliono far di te
un uomo piccolo, una barca senza vela
Ma tu non credere,no, che appena s'alza il mare
gli uomini senza idee, per primi vanno a fondo
Ragazzo mio...un giorno i tuoi amici ti diranno
che basterà trovare un grande amore
e poi voltar le spalle a tutto il mondo
no, no, non credere,no, non metterti a sognare
lontane isole che non esistono
non devi credere,ma se vuoi amare l'amore
tu,...non gli chiedere quello che non può dare
Ragazzo mio, un giorno sentirai dir dalla gente
che al mondo stanno bene solo quelli che passano la vita a non far niente
no,no,non credere no,
non essere anche tu un acchiappanuvole che sogna di arrivare
non devi credere, no, no, no non invidiare
chi vive lottando invano col mondo di domani

(L. Tenco)

の嵐 (orage des) 20:33 | commenti (3)


giovedì, 23 febbraio 2006
 
Il Ceccherini e le tue calzette rosse
dal concerto di Sergio Cammariere.. (teatro Manzoni, Pistoia 22/02/06)
 
va bene Sergio...quel pianoforte Ceccherini era un incanto...
ma una cosa è certa, non suonava propriamente da solo..
Faceva la sua figura sul palco del teatro di pistoia ma da solo non avrebbe mai potuto regalarci le emozioni che hai saputo improvvisarci tu, nota dopo nota...
Hai spasimato fino all'inverosimile su quei tasti, e noi increduli ci guardavamo l'un l'altro, per la capacità che hai dimostrato, ancora una volta, di far volare oltre le nuvole centinaia di anime.
E come sempre grande la sinergia con il violinista Olen Cesari, che danza in un vortice di onde vibranti, e il contrabbassista Luca Bulgarelli che ti segue ciecamente, così come il batterista Amedeo Ariano, sorrisi complici e disarmanti...
Quasi come se la musica nata lì per lì nella tua mente, fosse la vostra musica da sempre...quasi come se foste un corpo solo sul palco...unico strumento...tutti all'unisono a ricamare melodie e intrecciare emozioni..
..a evocare il genio musicale che vi accomuna!
Grazie a Roberto Kunstler per gli splendidi testi, perle di poesia, parole che scivolano così naturalmente con i suoni...
Neanche se fossero state create apposta, sarebbero state così perfette!
E grazie ancora Sergio, per "Un giorno dopo l'altro" di Luigi Tenco.
Canzone che si commenta da se:
 
Un giorno dopo l'altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l'altro
e tutto e' come prima
un passo dopo l'altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell'avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l'avvenire e' ormai quasi passato.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.
La nave ha già lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
e la speranza ormai e' un'abitudine.

P.S. Sai che quei calzini rossi non erano proprio niente male??? :)
 
の嵐 (orage des) 21:06 | commenti (3)


mercoledì, 04 gennaio 2006
 

il mio rientro, come tutti i rientri è stato difficile...
il treno era più sporco, l'aria più irrespirabile, le persone meno piacevoli.
il viaggio è stato lungo e i pensieri erano paurosamente lontani da me.
mi sentivo un corpo senza nient'altro addosso.
collocato su un vagone merci, diretto al macello.
poi all'alba, a firenze, cambia tutto!
un vecchietto dolcissimo si unisce al mio patire e mi racconta di sè e
della famiglia calabrese, della figlia di empoli e delle cure che va a fare a pisa.
mi offre il caffè, mi chiede se lo aiuto a ricaricare il cellulare.
prendiamo lo stesso trenino locale e mi stringe le mani nelle sue, grosse, calde e callose.
mani buone, paterne.
continuo il mio viaggio. i pensieri hanno ripreso il loro posto

の嵐 (orage des) 19:52 | commenti (2)


venerdì, 30 settembre 2005
 

 

Not a lovely girl

  

Apprensioni di media serata
si mescolano al ricordo della bieca ostinazione
che ti ha portato fino a me.
Ed io, che sentivo tutto,
sentii quanto male mi avresti riservato,
e ho preso tutto quel che c'era.
Indistintamente. 
Tutto il male che c'era, pur di averti con me.
Tanto vale il tuo sorriso.
...
ma stasera sono sola
e mediamente apprensiva ... e non accenno alcun sorriso
mi si sgretolerebbe 
-non credi?-
sulla bocca.
...
quanto vale il mio sorriso?


の嵐 (orage des) 23:54 | commenti (5)


domenica, 16 gennaio 2005
 

 L'equilibrista

Equilibrista
gioco a respingere
tentazioni che avviluppano
  morsa calda, spossante brezza.
 
sul filo dei miei passi
scappo e affanno
senza mai voltarmi
tremo e scalpito
senza mai voltarmi.
 
Se fossi diversa da ciò che sono
azzarderei a vincerti
sottraendomi alle solite
e tiepide paure
 
 Ti entrerei
 -dappertutto-
come il bianco di queste nebbie
fra gli alberi spogli
 
e ti legherei al mio petto
si, ti legherei,
ore interminabili
al mio petto.
 
ma sono ciò che sono
 
sciocco vento acidulo
 che grida il suo niente
 fra muri stretti di vecchie case
sono sangue negli occhi,
polvere scivolata in profondità
e imprigionata 
nel cuore della terra,
sono un colibrì 
e agonizzo
 su letti torbidi,
sono l'incapacità di amare
 e la sua persistenza.

 

の嵐 (orage des) 22:36 | commenti (12)


giovedì, 30 dicembre 2004
 

 Natale all'isola d'Elba

Natale solitario quest'anno, magia strana e improbabile.

Camminare per ore su spiagge deserte, calpestando ciottoli umidi e levigatissimi.

Disposti tutti con la faccia verso il mare, candidi soldatini pronti a prendere gli ordini dall'enorme massa d'acqua.

Ho fatto pace con i sensi e con l'intelletto.

Ero partita disorientata,  sono rientrata serena.

Ho ascoltato poca, buona musica.

L'ultimo Cammariere in "l'assetto dell'airone" e in "spiagge lontane" mi ha cullata con le sue splendide melodie,

rendendomi prima pesce, guizzante tra le onde fresche dei mari d'occidente,

e poi gabbiano, in fuga dalla proiezione dei suoi stessi pensieri.

Poi è stato silenzio.

Interrotto sporadicamente dal caldo boato dei ricordi.

E da qualche rewind su questo brano dei Tiromancino.

E' stato un attimo.

Occhi bassi e mani che correvano sfiorando a malapena il quadro perfetto dei sassi che mi circondavano.

Un attimo.

Ed ho pianto.

 

IMPARARE DAL VENTO
Testo: Federico Zampaglione – Camilla Triolo Musica: Federico Zampaglione - Andrea Pesce

Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere
Dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
E avere la pazienza delle onde di andare e venire

Ricominciare a fluire

Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare
A tutti quelli che partono, scappano o sono
sospesi
Per giorni, mesi, anni
In cui ti senti come uno che si è perso
Tra obiettivi ogni volta più grandi

Succede perchè in un istante tutto il resto diventa invisibile
Privo di senso ed irrangiungibile
per me
Succede perchè fingo che va sempre tutto bene
Ma non lo penso in fondo

Torneremo ad avere più tempo e a camminare
Per le strade che abbiamo scelto che a volte fanno male
Per avere la pazienza delle onde di andare e venire
E non riesci a capire....

Succede perchè in un istante tutto il resto diventa invisibile
Privo di senso ed irrangiungibile
per me
Succede anche se il vento porta tutto via con sè
Vivendo
Ricominciare a fluire

 
























の嵐 (orage des) 01:02 | commenti (6)


giovedì, 16 dicembre 2004
 
Ritorno al blog, Genova per noi e l'Amore impossibile 
 (Atto II ed Epilogo)
 
 
Erano mesi ormai che non respiravo l'odore del mare dalle creuse di Boccadasse.
E' stato un sogno. Perderci per le strade del centro, parlare con le vecchine dalle finestre, aspettare un 19 barrato che non passava e che non sarebbe mai passato.
 
Il pensiero di te è vicino
come la strada
stanotte
quando graffia il motore
e accarezza l'asfalto
umido
come il tuo corpo,
stanotte.
 
come sarebbe se non mi rinchiudessi serialmente in questa stupida prigione mentale?
persevero diabolicamente nell'errore.
 
Tu
che consacri al tuo solo
corpo tutti i piaceri
 
 
ma poi....devono per forza ricordarci ad ogni costo che è natale?
mi assale l'angoscia ogni volta che scopro qualche pupazzo di babbo natale mentre si arrampica disperatamente per i palazzi sporchi di questa città.
 
Tu
che fai l'amore
soltanto con te stesso.
 
vogliamo forse parlare delle lucine colorate collocate a casaccio sugli alberi spogli?
o degli insegnanti che pensano sia doveroso per tutti i bambini, anche quelli non-cattolici, partecipare all'allestimento del presepe?
 
tu
che ti circondi di donne
perchè non sai bastare a te stesso
 
segnali tristissimi della necessità di riconoscersi come gruppo in gesti di cui ci è ampiamente sfuggito il significato.
 
Ed io
come una femmina di ghepardo
solitaria
mi aggiro fra queste poche mattonelle.
 
Non ho saputo dirti che la cosa più bella di Genova quel giorno eri tu.
 
Vorrei avere una casa più grande
 per perdermi
e artigli più affilati
per difendermi
da malattie come questa.
 
 

の嵐 (orage des) 11:55 | commenti (9)


domenica, 12 dicembre 2004
 
Ultimissime dalla città degli orrori
 
 
Rientravo dal lavoro, come sempre, in seconda serata.
Quando, in una delle piazze del centro, svoltato l'angolo, mi assale il brusio fluorescente di una struttura finalizzata a incorniciare delle cabine telefoniche.
Su di essa svettavano sorridenti dei mostriciattoli di compensato tutti testa e gambe, percossi da colori innaturali e con un grande nasone appiccicato in faccia.
Alla vista di queste bizzarre creature, mi si incricca il cervello e pianto una sorda frenata.
I miei cordiali compaesani, attenti e premurosi come sempre, non tardano a porgermi le loro rimostranze mandandomi affanculo e agitando scompostamente le mani fuori dai finestrini.
Riprendo allora la mia strada, ancora un pò stranita, diretta alla famosa rotonda degli elefanti, detta così perchè all'interno di uno squallidissimo ammasso di rovi, cespugli e balle di fieno colorate, si sono sempre distinti degli elefanti di bronzo con grandi piramidi acuminate sulla schiena.
In genere, a detta di chiunque, la scena si presenta angosciante quanto basta per scoraggiare gli avventori casuali e riportarli sui loro passi senza ulteriori traumi agli organi sensoriali.
Ebbene, con la disinvoltura sulle labbra e il sorrisino malefico dei sadici, avevo dato appuntamento ad un amico proprio in quella rotonda, sperando desistesse dal volermi rivedere la volta successiva.
Ma, sorpresa delle sorprese...non solo lo sfortunato amico manca all'appuntamento...persino gli elefanti se l'erano data a gambe dal centro della rotonda!!!
Ohibò. Credo di aver patito assai quella notte, non tanto per l'amico, che perso il punto di riferimento, starà ancora cercando una rotonda in mezzo a qualche savana...
Il mio pensiero correva ai poveretti, la cui sorte rimane ancora avvolta nel mistero...
の嵐 (orage des) 23:42 | commenti (3)


lunedì, 29 novembre 2004
 

Ritorno al blog, Genova per noi e l'Amore impossibile  (Atto I)

Riapprodo alle sponde telematiche dopo due mesi di lontananza forzata.
Il mio TOSHIBA ha deciso di piantarmi in asso.
E' partito per la Germania, e con lui tutte le foto, le email e gli scritti dell'ultimo anno.
E' tornato vergine, con un disco fisso silenziosissimo ( mi ero quasi abituata al vecchio e amico ronzio da caffettiera) e qualche graffio in più.
Dei miei dati un vago ricordo ancestrale.
La mia vita di questi tempi ha assunto le forme astratte di questo logaritmo:

lavorolavorolavoro + svariati tentativi di ripristino mentale di tutte le puttanate affidate e perse nel rigore binario di uno stupido calcolatore
/ contraddizioni casuali e ripetute dotate di astuta e pedante illogicità - immagini
e suoni oggetto di rissose elucubrazioni * l'amore che ritorna  = xyz

laddove xyz è  chiave fondamentale per l'accesso al codice utilizzato per criptare il senso di pensieri, azioni, silenzi...e in definitiva della mia esistenza in questi ultimi due mesi.

(...continua..)

 











の嵐 (orage des) 22:29 | commenti (6)


domenica, 19 settembre 2004
 

L'inconsistenza delle cose

Ti sono venuta a cercare
pioggia
lungo strade e boschi che non conosco.
 
Ti sono venuta a cercare
da sola
non perchè mi piaccia
ma per dimostrare a me stessa che ci so stare.
 
E ti ho trovata
pioggia
fonte delle fate
palazzi di creta
polvere dei campi
ulivi argentati.
 
Ti ho studiata
agguantata
persa.
 
Ti ho attraversata
e ho visto oltre.
Ho visto la contaminazione
e l'inconsistenza delle cose.
 
Mi sono riflessa
nella tua purezza
e l'immagine che hai restituito
era quella di un terreno
reso sterile da molti aghi di pino.
 
D'improvviso
un buio sconosciuto.
...
La tua musica soltanto
batteva il ritmo del mio tornare
 
の嵐 (orage des) 19:00 | commenti (23)


domenica, 05 settembre 2004
 
Quando Capossela cantava..
Sud...
fuga dell'anima
tornare a sud... di me
come si torna sempre
all'amor
...

...
E i giorni scivolano lenti
sulle macerie dei ricordi
 
Un'aria umida, fuggita alla notte
si svuota tra le mani
- perse -
nei silenzi esausti
di lunghi pomeriggi cupi.
 
Ad ogni passo
torna e riecheggia
il fragore del tuo sguardo.
 
Icona muta
che si sgretola
col primo vento caldo
del sud.
 




の嵐 (orage des) 15:29 | commenti (15)


sabato, 28 agosto 2004
 

Sono una zingara
e mi sottraggo
alle leggi della gente 
agli inchini e ai baciamano
alle risse per un niente.

per anni ho amato la fortuna
e il sole l'ho rinchiuso in uno specchio

 sono  zingara
perciò mistifico
giallo di papaveri
con rossi girasoli
 
sono polemica
e non assolvo
i gusti della massa
adunata in penose processioni:
acefali vestiti da passeggio,
cani ornati da signori.
 
se poi voleste la mia opinione onirica
venite lor signori
io vi farò vedere
l'illusione che  adombra i vostri sguardi
e le parole
scagliate come dardi.
Venite nella tenda
se non vi fa paura
rimanere soli
con il  tempo, la natura.
 
sono una mina
una strega
una frattura
tra le braccia del mondo
io mi sono sciolta
 
sono patetica
e non dimentico
  due occhi nella sfera
e le tue ali nere

mi inganno
di sporchi desideri
nella bianca attesa









の嵐 (orage des) 22:06 | commenti (17)


mercoledì, 28 luglio 2004
 

Il vento e la tua assenza

Con l'ultimo quarto di luna sei andato
Amore che hai bruciato la mia terra
Dicevi che ti ricordavo gli alberi
e l'abbraccio di un'ombra nel pieno dell'arsura.

Con l'ultimo raggio di luce  sei andato
Amore che hai infestato la mia vita
cospargendola di  rammarico e sale
sfido la memoria a duello. 
Devo potermi riconquistare.

Con l'ultimo cielo di maggio sei andato
Amore che hai divelto le radici
il vento e la tua assenza mi hanno resa sterpaglia
così diversa da quella che ero
così lontana da quella che sono
muta e fragile.

 

















の嵐 (orage des) 12:21 | commenti (25)


lunedì, 19 luglio 2004
 

Diario del Silenzio

 

Ormai esco pochissimo e a fatica ostento impegni e sorrisi.

Persino il rito del trucco si è prolungato a dismisura, un perfetto deterrente a mostrarmi in pubblico.

Un'arte di cesello, ogni imperfezione da mascherare diventa occasione imperdibile e imperdonabile per mascherare il tempo...

L'alibi della perfezione è un meraviglioso alleato in questa fase, un ottimo motivo per non dover spiegare agli altri che a me in realtà della perfezione non me ne frega niente, degli altri non me ne frega niente.

Funziona, davvero. Non ti chiedono altro, se viene fuori che hai i capelli in disordine o le gambe non perfettamente abbronzate, o il viso stanco.

Mi sembra persino che altre scuse, obiettivamente più serie, reggano meno al confronto.

E allora, che se li tengano i loro futili motivi.

Continuo a vivere di immagini prive di contesto.

Sto iniziando a credere in un futuro da regista, o sceneggiatrice.

Ho problemi comunque con il filo logico delle storie.

La sindrome di Plasson non mi ha abbandonata.

E' la mia specialità troncare le frasi, i significati, le circostanze.

Vivo tutto a metà e anche a tre quarti, mi riesce bene. A volte ne sono persino contenta, quando ho di che scrivere.

Realizzo sulla carta le possibilità che non sono stata in grado di creare nella realtà dei giorni.

Lasciare le cose in sospeso mi tranquillizza. Sono pronta ad ogni eventualità.

Ascolto musica sempre nuova, spesso mi intristisce il pensiero della morte repentina, senza essere riuscita prima a realizzare qualcosa di importante.

Mi piace vestirmi di bianco quando leggo o innaffio le piante.

Mi sarebbe piaciuto nascere nell'ottocento.

Vorrei essere ricordata come si ricordano le donne di un passato non troppo lontano.

Boccoli, gonne lunghe e vaporose. Passeggiate e libri. Bambole di pezza e silenzio.

                                                                                   

の嵐 (orage des) 19:23 | commenti (8)


martedì, 13 luglio 2004
 

Your Butterfly

Al mio ritorno vento, lucciole e cicale
mangio fichi sotto gli alberi,
parole che fanno ancora male.

Ricordo, eravamo poveri
per te ho rotto il mio silenzio
farfalla che non sa volare.


Trovami
Spogliami
Volami.










の嵐 (orage des) 00:14 | commenti (15)


mercoledì, 30 giugno 2004
 

                                                                    

Cadono.
Piccole meduse grigie
nell'ultimo cielo di giugno.

 



の嵐 (orage des) 10:03 | commenti (14)


domenica, 27 giugno 2004
 
A mio padre
 
 
Innaturale e necessario
Amare quelle note
Mille ombre e un lucernaio
Piccola sioux, pochi anni e già perdente
Sulla pelle il profumo degli errori
Non sai nulla del mondo d'occidente
Dietro l'angolo un sibilo di iene
Ti piace calibrare il tuo respiro
Anche tu in silenzio ed in catene?
Credimi. io senza te non vivo
Vesto righe come quando ero bambina
Di orsi e folletti non ne posso più
Ile, la tua piccola regina
Foglia triste sull' albero, lassù

acòma trèla
ainda loucura
folie toujours

Lacrime annerite dal tempo
e ricordi caustici
Amare note...









の嵐 (orage des) 11:57 | commenti (11)


domenica, 20 giugno 2004
 
.:MANUPIGITRAP:.

Tre cantautori in cerca di un nome
A.A.A. esperti di ‘nimmistica cercasi

 

Per Manuel Gordiani, Pierluigi Siciliani (detto Pigi) e Cristian Trappolini (detto Trappola), miei amici di Roma, questo ed altro!!!

Soprattutto se a chiederlo, dall’altra parte della cornetta, c’è la stessa voce suadente, che qualcuno di voi ha già avuto modo di ascoltare nell’mp3 fatto girare qualche settimana fa, in cui Cristian interpreta “ l’infinita ” di Pablo Neruda, e che ora ho il piacere di mettere a disposizione di tutti!

 

E chiaramente, io ho risposto “SI”.

Perché con quella voce lì non pensi a nient’altro.

Avrebbe potuto chiedermi di tutto, il Trappola. Anche di firmargli un assegno in bianco…e io mi sarei lasciata fregare senza discutere! Forse ho un vago sentore del perché di quel soprannome…

Cmq…

 

In breve, i ragazzi, che da anni, in varie formazioni, interpretano di-vi-na-men-te, i classici della bossanova, del jazz, della musica d’autore italiana, e che sin dall’inizio hanno dato prova della loro bravura non solo come musicisti, ma anche come autori ( ascoltate “ le nuvole ” di Manuel o “ prece ” di Cristian e Manuel), mi chiedono di aiutarli a trovare un nome.

 

Un nome per l’allegro trio, che sempre più di frequente si ritrova a fondere esperienze e sonorità di ogni tipo in un progetto che con ironia è stato denominato “sambiamo il sambabile”.

Gli stessi ragazzi, singolarmente o in vari gruppi, raggiungono negli ultimi anni risultati strepitosi nei concorsi nazionali di musica d’autore.

Nei prossimi giorni sarà la volta di Cristian e Pigi, che con il gruppo Masquèra, di cui Pigi è il leader, affronteranno la finale del Premio Fabrizio de Andrè a Roma (24-25-26 giugno 2004).

 

Io non posso far altro che incitare i ragazzi a fare del loro meglio anche in questa occasione, e a lanciare la proposta di collaborazione a chiunque avesse in mente un nome per il trio.

 

Ulteriori info sul gruppo le trovate qui ( il sito è ancora in costruzione… Ma le sezioni “ode al corpo” e “manupigitrap” sono ricche di mp3 da ascoltare e scaricare!)

P.s. Non perdetevi " Fino alla fine del tango ", e " Un'altra stagione ", il brano in gara al Premio de Andrè!!

 

 






の嵐 (orage des) 23:40 | commenti (14)